• Lettere al direttore

    L’uomo della strada, quello che urtiamo camminando o che ci passa accanto canterellando, anonimo, sconosciuto, misterioso nel suo silenzio che ci trapassa con uno sguardo, l’uomo insomma che tutti noi impersoniamo di fronte agli altri, è il protagonista, spesso assurdo, talvolta feroce o patetico, di questo libro. Ma chi è quest’uomo? Romano Battaglia, noto giornalista e uomo di cultura, ce lo presenta in una prospettiva insolita con questa raccolta di lettere inedite, scritte di getto dai tipi umani più disparati a direttori di giornali, a giornalisti della televisione, a personaggi famosi ed inevitabilmente destinate ad essere cestinate. Situazioni assurde, confessioni sconcertanti, appelli patetici; un lessico liscio e scorrevole, una prosa sgrammaticata e scarna; donne e uomini soli che sognano, soffrono e pensano: una umanità inaspettata ci si rivela attraverso questi brani scritti senza falsi pudori o preoccupazioni sintattiche. Privo di pregiudizi moralistici, spinto unicamente dall’appassionante scoperta dei sentimenti e dell’animo altrui, Battaglia ha voluto attrarre l’attenzione del pubblico su tutte le verità inespresse, le frustrazioni, i vagheggiamenti poetici che la maggior parte della gente nasconde gelosamente. Un libro che di primo acchito tira la risata, irrefrenabile, prorompente, come nota Dino Buzzati nella sua prefazione, ma che ci lascia d’altra parte pensierosi e storditi davanti a verità tanto inaspettate anche se spesso risibili ed assurde. I problemi della gente, tutta la gente che ci vive accanto ogni giorno, assumono proporzioni e volti nuovi: c’è il laureato che scrive in versi, la semi analfabeta che si dispera per amore, il grafomane che scrive per anni (e forse continuerà ancora a scrivere). Ma da tutti questi brani, indistintamente, traspare una umanità viva e fremente, quasi tangibile, che era in attesa, si può ben dire, di essere colta e fissata per sempre.