Avrei potuto chiedere a qualche amico scrittore una presentazione a questo mio libro di poesie ma non l’ho fatto perché la poesia non ha bisogno di presentazioni. E’ quella che è e così rimane per sempre, sino all’eternità. Non so se sono belle. So soltanto che le ho scritte con un grande infinito amore perché fanno parte della mia vita. E’ un canto per la mia terra di Versilia, per i genitori, per la gente, per il mare, per le pinete ed il cielo. Tornare di sera è quello che può fare un uomo ad un certo punto della vita quando si accorge che per ritrovare se stesso deve incominciare a guardare con altri occhi tutto quello che ha intorno. Inutile viaggiare per il mondo in cerca di sensazioni impossibili, inutile andare a vedere le grandi montagne, i grandi mari e le grandi pianure se non siamo capaci di ammirare un filo d’erba cresciuto davanti alla porta di casa. Inutile illuderci che la vita ci serbi orizzonti di gloria e felicità senza fine. Inutile aspettare qualcosa che non verrà mai. Ad un certo punto della vita bisogna tornare con il treno della sera per ritrovare le cose perdute, i sentimenti dimenticati, i ricordi della fanciullezza. Bisogna tornare per fare un bilancio della propria vita e magari versare qualche lacrima per tutto quello che abbiamo perduto o che abbiamo sbagliato. Io sono tornato in una sera di vento con gli alberi in fiore per la Primavera ed ho avvertito per la mia terra una tenera e dolce malinconia. |